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Dog walking a Jesolo

Per chi certi giorni non riesce a farlo uscire: mezz’ora di naso, gli altri cani gestiti in anticipo, e poi ti diciamo com’è andata.

Non è portare a spasso un cane

La passeggiata è la parte della giornata in cui il cane raccoglie informazioni, si stanca nel modo giusto e impara come si sta al mondo. Fatta male può perfino peggiorare le cose: un cane che tira per venti minuti sta imparando che tirare funziona.

Per questo il dog walking, per noi, ha dentro un lavoro educativo. Non accanto: dentro.

Cosa succede davvero in quella mezz’ora

Il guinzaglio si lavora, non si subisce

Camminare senza tirare non è una dote che il cane ha o non ha: è una cosa che si insegna, un pezzo per volta. Ogni uscita è un’occasione per insegnarla, invece che per perderla.

Gli stimoli si gestiscono prima, non dopo

Il cane che arriva, il ciclista, il bambino che corre, il rumore improvviso: si lavora sulla distanza giusta e sul momento giusto, così quello che oggi lo fa saltare domani lo lascia più tranquillo.

Un cane in azione col suo conduttore
Un cane in azione col suo conduttore

Il naso ha la sua parte, e non è poca

L’olfatto conta più della distanza: mezz’ora passata ad annusare appaga più di un’ora di corsa, perché è la testa che si stanca, non le zampe.

E ci sono anche i giochi e le coccole

Un’uscita non è solo compiti: dentro ci va anche quello che gli fa piacere, perché un cane che sta bene impara, e uno teso no.

A fine giro ti diciamo cosa abbiamo visto, perché quello che succede in strada spiega spesso quello che succede in casa.

Il percorso si sceglie, non si ripete

Dove si va dipende da due cose: a che livello è il cane e qual è l’obiettivo che ci siamo dati con te.

Un cane che si accende a ogni incontro non comincia dal lungomare di luglio; uno che deve imparare a stare fermo in mezzo alla gente non lo impara su un argine deserto. Si parte da dove può farcela e si sale, un posto alla volta, finché il posto difficile diventa un posto normale.

Da sapere

L’obiettivo lo decidi tu con noi, prima di cominciare: può essere un cane che smette di tirare, un’uscita che torna a essere un piacere invece di una fatica, o semplicemente un cane che arriva a fine giornata appagato e non carico.

D’estate cambia tutto

Sul litorale ci sono ore in cui semplicemente non si esce: d’estate le uscite si spostano presto la mattina e dopo il tramonto, e quando neanche quello basta si accorciano, invece di far finta di niente. Sapere quando rinunciare fa parte del mestiere quanto sapere dove andare. Le regole aggiornate delle spiagge sono nella guida al litorale.

Se ti serve anche qualcuno che lo accompagni dove deve andare, c’è il Dog Taxi.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra il vostro dog walking e portare il cane a spasso?

Chi lo porta a spasso ha un obiettivo: tornare. Chi esce per lavoro ne ha due, e il secondo è che il cane rientri più facile di come è uscito. In pratica vuol dire fermarsi dove vuole fermarsi lui anche quando stiamo perdendo tempo, cambiare marciapiede trenta metri prima e non tre, non tirare mai il guinzaglio per staccarlo da un odore. Sono dettagli noiosi da raccontare, e sono tutta la differenza.

D’estate a che ora si esce?

Presto la mattina e verso sera, e per il resto c’è una prova che puoi fare anche tu: il dorso della mano sull’asfalto per cinque secondi, e se non ci resti tu non ci cammina neanche lui. Quando l’uscita salta però non salta il passaggio: si sposta, si accorcia, o si passa lo stesso per stare un po' con lui all’ombra — un cane lasciato dodici ore da solo perché faceva caldo è un problema in più, non uno in meno.

Mezz’ora è troppo poca per stancarlo?

Dipende da come la si usa, e la risposta si legge dopo, non durante: un cane che rientra e si sdraia è stato bene, uno che rientra e continua a girare per casa ha corso senza aver capito niente. C’è anche il caso opposto, che si racconta meno: certi cani da mezz’ora di corsa escono più accesi di prima, e per loro il lavoro è rallentare, non aggiungere minuti.

Il mio cane tira e reagisce agli altri cani: lo portate lo stesso?

Sì, e le prime uscite sono diverse dalle altre: orario e percorso scelti apposta perché di cani se ne incontrino pochi, così si costruisce qualcosa invece di limitarsi ad arrivare in fondo. Una richiesta però c’è, ed è per te: nei giorni in cui esci tu, gli incontri vanno gestiti allo stesso modo. Se con noi si cambia strada in tempo e con te si arriva addosso, il cane non impara la strada — impara chi ha in mano il guinzaglio.

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