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Il cane resta a casa sua, con le sue abitudini e i suoi orari. Visite, passeggiate o presenza prolungata.
Per certi cani spostarsi è già di per sé un peso: gli anziani, quelli che soffrono i cambiamenti, quelli con terapie e orari da rispettare, quelli che si spengono in un ambiente nuovo. Per loro restare nei propri odori e nella propria routine non è una comodità: è la scelta che gli fa passare meglio la giornata.
Cosa facciamo, a casa tua
Le uscite ai suoi orari, non ai nostri.
I pasti come li fai tu, comprese le terapie se ci sono.
Compagnia vera nelle ore in cui resterebbe solo.
Un resoconto onesto di com’è andata: se ha mangiato, come ha passato le ore da solo prima che arrivassimo, e se qualcosa lo ha messo in allarme.
Se invece il tuo cane sta meglio in compagnia, c’è il Day Care: passa la giornata con noi e torna a casa la sera.
Chi viene, con che formazione, cosa succede se il cane sta male, come ci si comporta se accade un imprevisto. Sono domande scomode, e vanno fatte a chiunque entri in casa tua. Noi compresi.
Dipende, e c’è una domanda che di solito scioglie il dubbio: il tuo cane, quando resta a casa da solo, si riposa o aspetta? Chi si riposa sta meglio dove ha i suoi odori e i suoi angoli. Chi invece passa le ore davanti alla porta ci sta peggio, per quanto quella casa sia sua, e per lui ha più senso il Day Care: passa la giornata con noi e torna a casa la sera.
Sì, seguendo alla lettera quello che ha prescritto il veterinario e gli orari che ci indichi tu. Non decidiamo noi cosa somministrare e non cambiamo nulla di nostra iniziativa: ogni variazione passa dal veterinario che segue il cane. Lo stesso vale per i pasti, che restano come li fai tu.
Si va dalla visita breve alla presenza prolungata, ma il numero non si decide a tavolino: lo decide quanto regge lui, che non è quanto reggi tu. Un cane tranquillo per otto ore ne chiede una in mezzo; uno che comincia a girare per casa dopo tre ne chiede due, più corte e distanti fra loro. Ce lo dici tu com’è fatta la sua giornata, e da lì organizziamo il giro.
Un messaggio dopo ogni passaggio, non un riepilogo alla fine: se qualcosa non va vuoi saperlo quel giorno, non al ritorno. E ci finiscono dentro anche le cose scomode — la ciotola intatta, il tappeto sporcato, il vicino che si è lamentato — perché un resoconto in cui va sempre tutto bene alla terza volta non lo legge più nessuno. Una foto ce la mettiamo volentieri, ma la foto non è il resoconto.
Prima di cominciare mettiamo per iscritto tre cose: il tuo veterinario con l’indirizzo, il secondo numero da chiamare se tu non rispondi, e fin dove ti va bene che decidiamo noi quando non riusciamo a sentirti. Sembra eccessivo finché non serve, e quando serve non c’è il tempo di cercarlo. Davanti a un problema di salute si chiama il veterinario e si avvisa te nello stesso momento, non dopo.
Cinque minuti al telefono
Bastano cinque minuti per capire da dove conviene partire. Nessun impegno.
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