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Dog sitter a domicilio a Jesolo

Il cane resta a casa sua, con le sue abitudini e i suoi orari. Visite, passeggiate o presenza prolungata.

Quando ha senso restare a casa

Per certi cani spostarsi è già di per sé un peso: gli anziani, quelli che soffrono i cambiamenti, quelli con terapie e orari da rispettare, quelli che si spengono in un ambiente nuovo. Per loro restare nei propri odori e nella propria routine non è una comodità: è la scelta che gli fa passare meglio la giornata.

Cosa facciamo, a casa tua

Le uscite ai suoi orari, non ai nostri.

I pasti come li fai tu, comprese le terapie se ci sono.

Compagnia vera nelle ore in cui resterebbe solo.

Un resoconto onesto di com’è andata: se ha mangiato, come ha passato le ore da solo prima che arrivassimo, e se qualcosa lo ha messo in allarme.

Se invece il tuo cane sta meglio in compagnia, c’è il Day Care: passa la giornata con noi e torna a casa la sera.

Un cane in azione col suo conduttore
Un cane in azione col suo conduttore

Le domande giuste da farci

Chi viene, con che formazione, cosa succede se il cane sta male, come ci si comporta se accade un imprevisto. Sono domande scomode, e vanno fatte a chiunque entri in casa tua. Noi compresi.

Domande frequenti

Meglio lasciare il cane a casa o portarlo da noi?

Dipende, e c’è una domanda che di solito scioglie il dubbio: il tuo cane, quando resta a casa da solo, si riposa o aspetta? Chi si riposa sta meglio dove ha i suoi odori e i suoi angoli. Chi invece passa le ore davanti alla porta ci sta peggio, per quanto quella casa sia sua, e per lui ha più senso il Day Care: passa la giornata con noi e torna a casa la sera.

Il mio cane prende dei farmaci: potete darglieli?

Sì, seguendo alla lettera quello che ha prescritto il veterinario e gli orari che ci indichi tu. Non decidiamo noi cosa somministrare e non cambiamo nulla di nostra iniziativa: ogni variazione passa dal veterinario che segue il cane. Lo stesso vale per i pasti, che restano come li fai tu.

Quante volte al giorno venite?

Si va dalla visita breve alla presenza prolungata, ma il numero non si decide a tavolino: lo decide quanto regge lui, che non è quanto reggi tu. Un cane tranquillo per otto ore ne chiede una in mezzo; uno che comincia a girare per casa dopo tre ne chiede due, più corte e distanti fra loro. Ce lo dici tu com’è fatta la sua giornata, e da lì organizziamo il giro.

Cosa mi raccontate dopo?

Un messaggio dopo ogni passaggio, non un riepilogo alla fine: se qualcosa non va vuoi saperlo quel giorno, non al ritorno. E ci finiscono dentro anche le cose scomode — la ciotola intatta, il tappeto sporcato, il vicino che si è lamentato — perché un resoconto in cui va sempre tutto bene alla terza volta non lo legge più nessuno. Una foto ce la mettiamo volentieri, ma la foto non è il resoconto.

Cosa succede se il cane sta male mentre non ci sono?

Prima di cominciare mettiamo per iscritto tre cose: il tuo veterinario con l’indirizzo, il secondo numero da chiamare se tu non rispondi, e fin dove ti va bene che decidiamo noi quando non riusciamo a sentirti. Sembra eccessivo finché non serve, e quando serve non c’è il tempo di cercarlo. Davanti a un problema di salute si chiama il veterinario e si avvisa te nello stesso momento, non dopo.

Cinque minuti al telefono

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