Dog Training
Impronta Urbana: il corso di gruppo in città
oppure chiamaci: 320 083 9481
Il cane in città senza tensione: la via, il bar, il negozio, l’ascensore, gli incontri.
Ci sono cani perfetti in casa e ingestibili appena si apre la porta. Non è disobbedienza: la città è un ambiente denso — rumori, gente che arriva addosso, altri cani a due metri, superfici che cambiano ogni dieci passi. Per un cane è tantissima informazione tutta insieme.
Impronta Urbana è il percorso che lo mette in grado di starci dentro senza saltare, e che mette te in grado di accorgertene prima che succeda.
Dove si vede il risultato
La passeggiata per strada smette di essere un tira e molla.
Un altro cane sul marciapiede non è più un’emergenza.
Puoi sederti a un tavolino e lui sa aspettare.
Il campanello, l’ascensore, il portone: momenti normali, non scene.
Si lavora sul posto, nei luoghi veri in cui il problema succede. Un cane bravissimo in campo che va in crisi in centro non ha imparato: ha imparato il campo.
Per chi vive a Jesolo, San Donà di Piave, Caorle o in uno dei comuni vicini e vuole poter uscire senza programmare la giornata attorno al cane. E per chi ha già lavorato sull’obbedienza e si è accorto che fuori casa non basta. Se il tema è più ampio, si parte da educazione e addestramento.
Si lavora dove il problema succede: la via, il bar, il negozio, l’ascensore. Chiamaci e vediamo da dove partire.
Il cane e la persona che lo porta, insieme: non è un servizio in cui ci lasci il cane. Il gruppo, qui, non è un modo per stare in tanti — gli altri cani sono l’esercizio, perché in città l’altro cane arriva quando arriva e non quando sei pronto tu. Le attività di Impronta Urbana sono organizzate da A.S.D. ScodinzolHouse.
Hanno nomi simili e questo confonde. Urban Dog è una giornata della Scuola per Cani: il cane lavora con noi, da solo, dentro il Dog Care. Impronta Urbana è un corso di gruppo in cui lavorate insieme, tu e lui, ed è un’attività dell’A.S.D. Se non sai quale dei due ti serve, dillo al telefono: si capisce in due minuti.
Il luogo ti arriva prima dell’incontro: si va dove serve quella settimana, non sempre nella stessa via. L’ordine però c’è. Il primo incontro si fa in un punto facile, largo, con la possibilità di allontanarsi: nessuno impara niente nel giorno in cui è già oltre quello che regge. Gli spazi stretti — l’ascensore, il portone, il tavolino del bar — arrivano quando la strada larga è diventata noiosa.
Nel gruppo si lavora a distanza controllata, ed è proprio la situazione che serve a un cane così. Se può entrare subito dipende da quanto è forte la reazione: nei casi più delicati si comincia con lezioni individuali e si entra nel gruppo dopo. Lo capiamo parlandone prima, non il giorno del corso.
E chi ne conosce tanti non parte avvantaggiato quanto crede: il seduto che funziona in cucina spesso non arriva nemmeno alle orecchie in mezzo alla gente. L’unica cosa che aiuta davvero è che il cane sia abituato a girarsi quando lo chiami, anche solo a guardarti un attimo. Se quello c’è, il resto si costruisce in fretta; se non c’è, la prima cosa che facciamo è proprio quella, per strada, e non ha l’aria di un esercizio.
Cinque minuti al telefono
Bastano cinque minuti per capire da dove conviene partire. Nessun impegno.
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