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Un cane lavora in campo con la conduttrice

Dog Training

Educazione e addestramento

Lezioni di educazione: individuali e di gruppo

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Come si costruisce il piano

Su quel cane e su chi ci vive davvero: chi ha poco tempo, chi ha poca forza nelle mani, chi ha bambini piccoli in casa non possono seguire lo stesso piano. Un piano che nessuno riesce a portare avanti non serve a niente.

Se durante la valutazione emerge qualcosa che riguarda la salute, il veterinario viene prima del lavoro educativo, non dopo.

Si comincia guardando, non facendo

Il primo incontro serve a vedere il cane dove vive davvero: la casa, la strada che fate ogni giorno, le persone con cui sta, la giornata che fa. Da lì si capisce se il problema è un'abilità che manca, un'abitudine da cambiare o una tensione da alleggerire — e quasi sempre sono tutte e tre, in un ordine preciso.

È il motivo per cui non diamo un programma al telefono. Un piano fatto senza aver visto il cane è un piano fatto su un altro cane.

Dove si lavora

A domicilio, quando il problema succede in casa o nella tua zona.

Da noi, quando serve un ambiente controllato per costruire da zero.

In città, quando il punto è proprio quello: traffico, gente, altri cani, bar. Per quello esiste un percorso dedicato, Impronta Urbana.

Lezioni individuali o corsi di gruppo: cambia il mezzo, non il metodo.

Educazione fuori, dove nasce il problema
Educazione fuori, dove nasce il problema

Educare e addestrare non sono la stessa cosa

Addestrare vuol dire insegnare compiti: seduto, resta, richiamo. Educare riguarda tutto il resto, ed è la parte che decide come sarà la vostra vita insieme. Confonderli è il motivo per cui tanti percorsi non funzionano: si insegna un comando quando serviva cambiare un modo di stare. Ne abbiamo scritto qui: educazione o addestramento.

Prima di scegliere una tecnica guardiamo cosa fa scattare il comportamento. Niente coercizione e nessuna promessa magica.

Domande frequenti

Potete dirmi al telefono cosa fare con il mio cane?

Al telefono si capisce se il caso è nostro, quanto è urgente e da dove conviene partire: cinque minuti servono a questo e non sono persi. Quello che non si può dare è l'esercizio, perché la stessa scena — un cane che salta addosso a chi entra — nasce da cause opposte, e il consiglio giusto per uno è il peggiore per l'altro. Se qualcosa si può dire subito, di solito è cosa smettere di fare fino al primo incontro.

Dove si svolgono le lezioni?

Non in un posto solo per tutto il percorso: si comincia dove il problema succede e ci si sposta appena regge. Un cane che non resta solo si comincia in casa e non si finisce in casa. Uno che si irrigidisce con gli altri cani parte dove la distanza la decidiamo noi e arriva su un marciapiede dove non la decide nessuno — e se salta un passaggio si torna indietro di uno, non si insiste. Copriamo Jesolo, Cavallino-Treporti e San Donà di Piave.

Il mio cane abbaia e fa danni quando resto fuori: è un problema che trattate?

Sì, ed è tra le richieste più frequenti. La prima cosa che chiediamo è una ripresa col telefono dei venti minuti dopo che chiudi la porta, perché quasi nessuno sa cosa fa davvero il proprio cane quando resta da solo: chi comincia al primo minuto e chi comincia dopo mezz'ora hanno due storie diverse e due piani diversi. Se in quei minuti si vede un cane che non riesce proprio a stare, il passaggio dal veterinario viene prima del lavoro educativo, non dopo.

Lavorate con cani che hanno già ringhiato o morso?

Sì, ma non in un corso di gruppo. Questi casi si affrontano in lezioni individuali, partendo da una valutazione fatta di persona nei contesti in cui il comportamento compare. Il gruppo serve a lavorare con altri cani a distanza controllata e non è il posto adatto alle situazioni delicate.

Cinque minuti al telefono

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Bastano cinque minuti per capire da dove conviene partire. Nessun impegno.

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